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Dove nascono le margherite
Percorso di educazione alla realta' globale, rivolto esclusivamente alle Scuole

L’esperienza nata dalla collaborazione dei vari Istruttori che svolgono attività ludico-ricreative rivolte ai bambini, è stata stimolo di ricerca per far nascere un progetto, da presentare all’interno del circuito scolastico, che abbia come obiettivo lo sviluppo della realtà globale del bambino, attraverso il racconto, la fiaba, l’immaginazione.
Ed è proprio dalla narrazione, dall’analisi di un racconto o di una leggenda, che viene offerta una chiave d’interpretazione dei fenomeni interni ed esterni per divenire oggettive interpretazioni, vissuti, ma anche strumenti per migliorare l’apprendimento scolastico.
Ne deriva una sdrammatizzazione del metodo propriamente didattico ed un incentivo ad avvicinarsi ad esso con libera immaginazione e creatività, a tutto beneficio di una visione più armoniosa della conoscenza.
Tale progetto non vuole sostituirsi alle attività didattiche istituzionali, ma integrarsi trasversalmente con esse e approfondire il significato di una ”educazione globale”.
“Educazione globale” significa, a nostro avviso, un processo di apprendimento che ha lo scopo di coltivare nell’individuo un percorso di scoperta del proprio mondo interiore, di poter interagire con esso comunicando a livello corporeo, creativo, musicale e immaginativo.
Da sottolineare l’elasticità che tale progetto offre alla scuola e agli insegnanti, proponendosi anche attraverso la lettura storica, geografica, scientifica e psicologica; l’importante, per quanto ci riguarda, è partire impostando un itinerario educativo dalla ricerca delle emozioni interiori.
La finalità di questo progetto ci focalizza quindi nel valorizzare quei contenuti interiori attraverso l’espressione, la relazione educativa, il gioco, l’attività spontanea e creativa.

I Laboratori:
A tal proposito i laboratori scelti per sviluppare il metodo per un “viaggio all’interno dell’esperienza” s’identificano nello sviluppare attività di manipolazione, di psicomotricità, di attività musicale, di yoga, di fumetto e teatrali.
Lo svolgimento di queste attività permette al bambino un incontro con la fiaba e con la lettura più aperto, in un’isola immaginaria dove esprimere attraverso il movimento, il suono, il linguaggio e l’immagine tutto ciò che nasce all’interno di se stesso.
Attorno a questo lavoro pratico si svolge tutta l’attività degli ultimi incontri: le prove sul palcoscenico, la creazione di costumi, la musica per arrivare a presentare queste fiabe in uno spettacolo offerto ai genitori, al personale docente della scuola e, perché no, alle varie agenzie formative e istituzioni presenti nel territorio circostante.

A chi ci rivolgiamo?
Questo progetto è rivolto a tutti i bambini delle scuole materne ed elementari. Resta inteso che il programma ed il metodo dei laboratori proposti, verranno adattati in funzione della fascia d’età a cui sono destinati. L’unico laboratorio non adattabile e non consigliato per bambini delle scuole materne, è quello di fumetto,  indicato a bambini della seconda fascia delle elementari.

Come ci organizziamo?
Coordinamento ed integrazione con la programmazione scolastica;
Interdisciplinarietà, scelta con il gruppo insegnanti dell’argomento da sviluppare;
Coinvolgimento con il gruppo classe  nella progettazione delle attività;
Sensibilizzazione rispetto ai desideri ed esigenze che nascono all’interno del gruppo;
Utilizzo di strumenti creativi di lavoro, gioco, danza, manipolazione, che favoriscono l’immaginazione;
Momenti di verifica del vissuto attraverso il disegno, il racconto, la rappresentazione.
Incontri introduttivi e di verifica con i genitori.

Scelgo…cosa?
Il progetto appena descritto non soddisfa le Vostre esigenze, ma siete interessati a progetti specifici di breve durata?
L’Associazione si può adattare proponendo i laboratori richiesti slegati dal progetto globale “Dove nascono le margherite”

Scelgo…dove?
PGM Bologna offre la possibilità alle scuole che aderiscono al progetto di utilizzare gli spazi del Centro Giovanile Giardini Margherita, sede della nostra Associazione, per lo sviluppo delle attività nei nostri laboratori attrezzati

Quanto costo?
Il compenso orario richiesto per le attività di seguito proposte è pari a EUR 25.82 al netto della ritenuta di acconto del 20% per un totale lordo pari a EUR 32.27.
Non sono previste altre spese, né per la programmazione delle attività, né per l’eventuale utilizzo dei laboratori attrezzati.

PROGRAMMI:

Attività creative per bambini
Il laboratorio di attività creative è uno spazio (fisico, temporale e mentale) nel quale un istruttore specializzato mette a disposizione dei bambini vari materiali; ciò significa dare loro la possibilità di:
raccontare un vissuto che tengono nel cuore, ma anche di costruire insieme con i compagni un progetto comune;
misurare il proprio corpo nella concretezza della materia;
essere finalmente bambini attivi. I materiali sono:
L’argilla: è un materiale molto plasmabile; offre quindi grandi possibilità di esprimere tramite il corpo. In quanto terra è spunto concreto per parlare di natura ma anche di arte, storia e tradizioni perché utilizzata da civiltà antiche per vari scopi (arte, architettura, uso domestico). I bambini possono dipingere sull’argilla con colori ad ingobbio e seguire all’interno del laboratorio di ceramica di PGM Bologna le fasi di lavorazione dei manufatti argillosi: tornitura, cottura, colorazione in cabina a spruzzo ecc..
La cartapesta: è un materiale che permette di essere inventato completamente: i bambini possono infatti costruire impasti e sovrapposizioni di strati cartari di loro invenzione. Si presta per la fabbricazione di oggetti teatrali, ma anche per dare forma a personaggi, oggetti funzionali, invenzioni della fantasia individuale di ogni bambino. La cartapesta fa parlare di ecologia, di come l’uomo adulto la stia riutilizzando a scala industriale e di come lo può fare a casa propria ogni bambino.
Materiali da assemblaggio: consiste nell’utilizzo di materiali di recupero (plastica, stracci, confezioni, carta) e materiali naturali (semi, foglie, sassi, sabbia, conchiglie…) per la fabbricazione di nuovi oggetti (decorativi, funzionali, teatrali, fantastici…).
L’inutile in poco tempo si trasforma in utile; s’insegna così a ridare vita agli oggetti e si rafforza quell’istintiva predisposizione dei bambini di trasformare ogni cosa con la fantasia.
Organizzazione: si consiglia la suddivisione della classe in gruppi di massimo 8-10 bambini. Ogni incontro è di 2 ore e 30 complessive. Il numero degli incontri dipende dal materiale utilizzato e dagli oggetti che con esso si vogliono realizzare: si consigliano comunque almeno 4 incontri consecutivi.

Psicomotricità
La pratica psicomotoria secondo il metodo di B. Aucouturier è un’attività in cui il bambino è libero di giocare spontaneamente in una sala appositamente allestita da un esperto, lo psicomotricista, la cui formazione gli consente di porsi in ascolto e di comunicare con il bambino attraverso il gioco e il movimento, che sono le principali modalità di espressione del bambino nella prima infanzia.
Gli obiettivi generali della Pratica Psicomotoria sono: favorire nel bambino la capacità di comunicare con gli altri, stimolarne la creatività e aiutarlo a rafforzare la sua personalità e la fiducia nelle proprie potenzialità. Ci sono poi obiettivi individuali che dipendono dalle caratteristiche di ogni bambino e dalle sue particolari necessità e che vengono alla luce durante lo svolgimento dell’attività.
In ciascun incontro di psicomotricità i bambini sono liberi di scegliere l’attività che desiderano: c'e' lo spazio sensomotorio, predisposto per consentire i salti e i giochi motori, che è lo spazio in cui il bambino può migliorare le sue competenze corporee, l’armonia e la disinvoltura nei movimenti;
parallelamente è allestito lo spazio simbolico, in cui il bambino può fare il gioco del “fare finta di” avendo a disposizione i cubi di gommapiuma colorati, i teli, i foulards, i pelouches, i cuscini, il cui uso simbolico permette il consolidamento dell’identità e l’elaborazione di eventuali ansie e difficoltà legate alle varie fasi della crescita;
verso la fine dell’incontro c'e' poi lo spazio delle rappresentazioni, in cui avviene la presa di distanza dal vissuto emozionale e in cui si impegna maggiormente l’aspetto cognitivo. Ai bambini viene proposto il disegno, le costruzioni, la manipolazione della plastilina, per avvicinarli, dopo il piacere del movimento a un altro tipo di piacere, quello di pensare, rappresentare,  conoscere.
Inserito nel progetto “Dove nascono le margherite” che ha per filo conduttore il tema della fiaba, potrà accadere che i bambini scelgano giochi e  attività che affrontano tematiche suggerite dalla fiaba stessa, utilizzando in tal senso i materiali, gli spazi e i tempi proposti dalla psicomotricista.
Organizzazione: è preferibile, per una buona qualità del lavoro, suddividere le classi in due sottogruppi. L’attività ha la frequenza di un’ora circa alla settimana, per un ciclo minimo di dieci-dodici incontri. Generalmente sono previsti anche un incontro iniziale informativo e uno finale con insegnanti e genitori, che ha lo scopo di permettere uno scambio di informazioni sullo svolgimento dell’attività.

Il teatro dei piccoli
Il teatro dei piccoli costituisce un’introduzione al mondo del teatro e prevede la realizzazione di un vero e proprio spettacolo teatrale.
Lo scopo del laboratorio non è solo quello di avvicinare i bambini alla recitazione, ma anche e soprattutto di renderli più uniti e tolleranti verso la diversità e le prerogative individuali dei propri compagni, mediante un contatto continuo e proficuo con i loro insegnanti i quali trarranno utili spunti per collegamenti interdisciplinari.
Il percorso permette di far comprendere ai bambini come nasce una drammatizzazione teatrale: prendendo spunto da un racconto letto in classe o da argomenti trattati nelle varie materie scolastiche durante l’anno o da improvvisazioni degli stessi bambini.
Le prime lezioni sono improntate sulla tecnica dell’improvvisazione (metodo Stanislavskij) per consentire ai ragazzi di avvicinarsi alla recitazione in modo divertente e spontaneo.
Questo particolare metodo consente all’insegnante di cogliere le varie attitudini e gli eventuali limiti nelle capacità espressive degli alunni e conseguentemente guidarli e aiutarli individualmente ad esternare maggiormente la loro creatività, fornendo loro nuovi modi per potenziare facoltà vocali e fisiche altrimenti sconosciute.
Gli incontri successivi prevedono:
attività, danze e giochi  allo scopo di stimolare il rapporto con gli altri, preparando i ragazzi alla necessaria coesione del gruppo; esercizi di ritmo, mimo e movimento al fine di sviluppare la facoltà di ascoltare gli altri nel gioco e quella di dare il proprio contributo in attività di gruppo;
esercizi improntati alla verbalità per poter sperimentare la propria sensibilità, le proprie emozioni ed esprimerle senza timore ai propri compagni.
Infine si introduce la storia da rappresentare lasciando liberi i ragazzi di scegliere il personaggio che preferiscono e aiutandoli a ricercare una loro personale interpretazione.
Organizzazione:10 lezioni di due ore ciascuna per ogni classe coinvolta nel percorso, più un incontro per lo spettacolo.

Yoga per bambini
Lo yoga per bambini è un’attività psicomotoria che riprende i concetti fondamentali della disciplina orientale riservata agli adulti. Gli obiettivi principali che guidano quest’ attività derivano dalla necessità di sviluppare nel bambino capacità fisiche, mentali, sociali e spirituali. Queste finalità riguardano lo sviluppo della personalità emotiva e sociale, rinforzando il sé che ogni bambino in età scolare sta formando.
Lo yoga per bambini si propone di sviluppare armonia tra mente e corpo, tra anima e spirito, cercando di coinvolgere il bambino in un percorso conoscitivo-creativo, che nasce dalla sua stessa consapevolezza.
Durante l’attività si suggeriscono degli strumenti che agevolino il bambino alla scoperta di sé, delle sue stesse capacità ed  energie  che spesso nel corso della formazione sociale e scolastica si trovano in disequilibrio. Il percorso proposto non perde di vista quelle che sono le risorse disponibili all’educatore per sviluppare al meglio un momento di crescita, cioè: l’immaginazione e il movimento creativo.
Fondamentale diviene cercare di inventare il gioco dello yoga per sviluppare concentrazione e dinamicità, per autoeducarsi, apprendere ed inserirsi piacevolmente nella realtà.
Obiettivi: sviluppo dell’ immaginazione-meditazione.
Durante la pratica, per sviluppare al meglio le finalità sopracitate, è necessario mantenere alto il livello immaginativo, cercare di consolidare la facoltà di vedere attraverso l’immagine per renderla meno debole con il passare del tempo. Ogni educatore può usare immagini secondo la propria sensibilità o legate a delle necessità didattiche.
Con determinati giochi di gruppo o individuali e attraverso il rapporto collaborativo che si instaura tra pari e con l'’educatore, si stimola costantemente la crescita di aree di consapevolezza emotiva, intellettuale, intuitiva, immaginativa e spirituale,  movimento creativo.
Attraverso giochi e movimenti proposti al gruppo o ai singoli bambini, si cerca di aumentare la consapevolezza del proprio corpo, della propria elasticità e, di conseguenza, del proprio equilibrio. E’ necessario riuscire a far capire ai bambini le capacità del loro corpo creativo, spesso considerato dissociato dalla loro mente e dalla loro immaginazione. Con la pratica delle posizioni, si offre la possibilità al bambino di ricaricarsi, ricomporsi, avvicinarsi all’energia creativa che è dentro ad ognuno di loro.
Il gioco dello yoga: per rendere vivace ed interessante l’insegnamento proporremo delle posizioni di facile esecuzione, con riferimenti al mondo immaginario, ad esempio appartenenti al mondo animale e vegetale, per poi approfondirli attraverso le rappresentazioni di fiabe ed altri argomenti in pantomima ed imitazioni. Anche la fase del rilassamento, non superiore ai 5 minuti, verrà favoleggiata per condurre con più facilità alla distensione.
Metodologia: è importante impostare la pratica educativa su un piano di collaborazione ed armonia. Per questo si considera importante lavorare con piccoli gruppi eterogenei, mantenendo un atteggiamento propositivo che eviti di imporre il “gioco dello yoga”, suggerendo con creatività e apertura l’ascolto dell’immaginazione del gruppo o del singolo bambino. Durante gli incontri diviene importante considerare il gioco come modo di apprendere e inserirsi piacevolmente nella realtà; non si esigerà silenzio o determinati comportamenti “muti e innaturali”, ma si vivranno in allegria tutte le scoperte che nascono nel corso della lezione.
Programmazione: quest’ attività si può affrontare singolarmente, oppure ricondurla all’interno di un lavoro globale che si pone come obiettivo generale lo sviluppo della personalità e della creatività. Partecipando ad un progetto multimediale di lettura di una fiaba o di un altro testo, manterrà comunque invariate le validità dei propri obiettivi.
Organizzazione: l’attività ha la frequenza di un’ora circa alla settimana per un ciclo minimo di otto incontri.

Fumetto a scuola
(solo per bambini della seconda fascia delle elementari)
Obiettivi didattici: l’obiettivo del laboratorio è un primo approccio alle tecniche del fumetto. Sia da un punto di vista narrativo che grafico, nonché una presa di coscienza e il conseguente sviluppo delle capacità creative degli allievi. Per fare fumetti bisogna prima di tutto imparare ad usare la fantasia!
I laboratori saranno a tema e avranno una durata variabile da concordare con le disponibilità della programmazione scolastica. Preferibilmente saranno rivolti a una fascia d’utenza a partire dal secondo ciclo delle elementari.
Gli incontri dovranno essere improntati da un forte aspetto ludico e le nozioni teoriche affioreranno preferibilmente con la pratica. I bambini hanno una soglia d’attenzione estremamente volatile che va sollecitata di continuo o con pause o con un ritmo piuttosto sostenuto. Durante le varie fasi del corso, tutti gli allievi dovranno essere coinvolti nella fase progettuale e creativa. La creazione dei personaggi e della storia sarà determinata da un processo corale. A tal proposito verranno utilizzate diverse tecniche di gruppo che uniranno il momento ludico a quello didattico.
Considerando la natura interdisciplinare del corso e la tematica comune della fiaba come elemento catalizzatore, l’insegnante, in questo caso, è chiamato a svolgere un ruolo più ampio che include anche mimica, intrattenimento, il saper raccontare, il saper ascoltare e motivare.
Il ruolo dell’insegnante stanziale sarà fondamentale in quanto sarà chiamato ad integrare gli elementi del percorso con inserimenti inerenti ai programmi e alle materie di studio. Esempio, se parliamo di una fiaba ambientata nel medioevo e che ha per protagonista un coniglio e un soldato di ventura, ecco qua la possibilità di integrare con cenni di storia e di scienze naturali. Ovviamente il tono non dovrà mai distaccarsi dall'atteggiamento ludico-didattico precedentemente enunciato. In questo caso il ruolo del docente intrattenitore diventa fondamentale proprio per queste doti camaleontiche e al contempo istrioniche. Vengono riesaminate le fiabe disegnandone i personaggi, oppure se ne potranno creare delle altre usando i medesimi personaggi o inventandone di nuovi.
S’iniziera' gradualmente. Ci sembra inutile e anche dannoso “aggredire” gli allievi con informazioni e compiti spesso alieni e in cui si mettono in gioco fattori emotivi. Per cui si opererà cercando di stabilire un certo rilassamento, quella confidenza necessaria per lavorare al meglio. Quindi i primi incontri saranno anche e soprattutto momenti di verifica riguardo al retroterra tecnico-culturale degli allievi. Dovranno lasciarsi andare e usare la creatività in tutta spontaneità. Si parlerà molto e discorsi e idee troveranno un’immediata realizzazione pratica con i disegni e le sequenze narrative. Questa fase creativa, così come le successive, saranno improntate su un’attività didattica di gruppo, si arriverà alla creazione di un vero e proprio team di lavoro che partirà dalla scelta delle idee per proseguire poi nelle varie fasi di realizzazione delle opere. Abbiamo detto che il filo conduttore di tutto il progetto sarà la rivisitazione della fiaba. La possibilità di scelta è indubbiamente ampia e assolutamente affascinante. Nel nostro caso reinterpreteremo. Inseriremo varianti che saranno proposte preferibilmente dai bambini. La natura interdisciplinare del progetto farà sì che i disegni preparatori, gli studi dei personaggi, le sequenze narrative potranno essere utilizzati o quanto meno essere d’aiuto nell’ambito della rappresentazione teatrale o gestuale, o altrimenti viceversa.
Gli incontri saranno così articolati: il momento creativo: spazio conoscitivo, liberiamo la fantasia;  parliamo dei personaggi;
proviamo ad inventare un buon posto per ambientare la
storia proviamo a modificare la fiaba da cui partiamo
il momento pratico: come si fa una storia e come la si scrive;
come si disegna una storia (excursus sugli strumenti e le 
tecniche. Tali strumenti saranno reiterati e integrati  durante le lezioni di pratica);  al lavoro; verifica.
E’ consigliabile, per conseguire un maggior apprendimento e migliori risultati, non trascurare gli esercizi da svolgere a casa.
Organizzazione: l’attività ha la frequenza di due ore alla settimana, per un ciclo minimo di otto-dieci incontri.

Musicoterapia
La musicoterapia è una tecnica che mira alla stimolazione e allo sviluppo di funzioni quali l’affettività, la motricità e il linguaggio, utilizzando l’espressione musicale, in quanto forma di comunicazione non verbale.
La musicoterapia nasce dall’incontro di diverse discipline, tra le quali la musica e la psicologia. Il termine “terapia”, in questo campo, non è inteso nel suo significato classico, ma in un senso più ampio che comprende ambiti di applicazione diversi quali l’educazione, l’integrazione, la riabilitazione e la terapia. Si tratta di un processo di stimolazione e sviluppo di qualità come la creatività, l’immaginazione, l’espressività corporea e la capacità di comunicare con se stessi e con gli altri.
La musica ha un effetto attivante universale che coinvolge il corpo, facilitandone il movimento e la libera espressione, l’emozione, permettendole di emergere in superficie e di trovare liberazione e la mente, attivando ricordi, memorie e immaginazioni.
Come tutte le Arti Terapie (danza-terapia, teatro-terapia…), anche la musicoterapia ha il privilegio di utilizzare una molteplicità di linguaggi che comprendono, oltre alla comunicazione verbale, tutti gli aspetti più importanti di quella non verbale.
Sappiamo come ogni scoperta della vita passi attraverso l’esplorazione di sé e degli altri, tramite la ricerca di un ponte che colleghi e faciliti il dialogo, l’espressione e la relazione.
La musicoterapia, attraverso tecniche specifiche, favorisce la sincronizzazione fra tempo interiore e tempo sociale, l’acquisizione del ritmo che esiste fra gli oggetti ed il corpo, l’apprendimento di un adeguato rapporto io/mondo.
Il musicoterapista agisce attivando le abilità personali e le capacità espressive e relazionali; questo avviene all’interno di un setting ben organizzato che possa favorire la libera espressione, la comunicazione e il coinvolgimento emotivo dei partecipanti. Alcune delle principali finalità della musicoterapia sono: contribuire all’educazione, alla preparazione e all’apprendimento; migliorare e mantenere le proprie capacità nel contesto scolastico, il linguaggio/comunicazione, la socializzazione, lo sviluppo motorio, l’uso dei sensi e le qualità cognitive /affettive; promuovere il benessere inteso come le capacità di star bene con se stessi e con gli altri;
promuovere l’autorealizzazione che può comprendere la scoperta e lo sviluppo delle risorse e delle potenzialità;
sviluppare la libera espressione di sé.
Metodologie
Le modalità di svolgimento del laboratorio vengono adattate al contesto scolastico in cui si realizzano, tenendo in considerazione anche la fascia d’età.
Il suono ricopre un ruolo fondamentale nella realizzazione del laboratorio, poiché viene utilizzato sia in forma di ascolto e produzione, sia in associazione a gesti motori, sensazioni tattili, drammatizzazioni, espressioni grafiche, creazioni di fiabe o racconti, trasponendo l’immaginario in sonoro e viceversa.
Strumentario
E’ importante poter disporre di uno strumentario ampio e soprattutto vario, in termini di qualità timbrica, dimensione, forma, modalita' di contatto, facilita' di utilizzo.
Si prevede l’utilizzo di strumenti ritmici (tamburello, maracas, legnetti, timpano), melodici (metallofono, xilofono, barre sonore) e di qualunque altro oggetto in grado di produrre un suono (fischietto, campanello, triangolo).
Per l’attivita' di ascolto sara' necessario disporre di un impianto Hi-Fi con lettore cd e cassette.
Organizzazione: l’attivita' ha la frequenza di un’ora circa alla settimana per un ciclo minimo di dieci incontri.



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